Cinque regole d’oro per ottimizzare il proprio cloud

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Ormai è più che certo che in  futuro le memorie fisiche non serviranno quasi più a nulla. Una constatazione che è chiara ormai a tutti da quando le tecnologie di cloud computing hanno iniziato a diffondersi rapidamente. Difatti, negli ultimi anni gli hard disk sono spariti quasi del tutto, il mondo dello storage online ha fatto passi da gigante e oggi chiunque possiede almeno un servizio di archiviazione in cloud sul quale conservare foto, video e documenti di personale importanza.

Questo “immagazzinamento” può essere ottimizzato grazie ad alcuni accorgimenti che permettono una conservazione dei file non solo priva di costo ma possibile anche su piattaforme tecnologicamente sicure e performanti.

Analizziamo, quindi, i cinque principi da seguire per un’archiviazione ottimale.

1) Guadagnare gigabyte gratuitamente

Innanzitutto, è indubbiamente fondamentale che il proprio servizio di cloud storage sia gratuito. Su internet sono presenti ormai decine di servizi di questo tipo che propongono piani di ingresso free; tra i più diffusi ci sono: Amazon Drive, Dropbox, iCloud, Google Drive, OneDrive e Mega.

Queste sono tutte piattaforme molto simili tra loro, che consentono l’accesso da qualsiasi device connesso ed offrono dei gigabyte totalmente gratuiti: da un minimo di 2 (come nel caso di Dropbox) ad un massimo di 50 (quanto accade per Mega). Qualora si desideri ampliare la propria capacità di archiviazione è possibile anche sommare questi spazi, raggiungendo tranquillamente gli oltre 100 giga di storage gratuiti. Per ottenerli è necessaria solo ed esclusivamente una semplice iscrizione a questi servizi.

2) Ampliare lo spazio senza costo

Un’altra accortezza da applicare nel mondo del cloud è legata alla possibilità di aumentare, senza alcun costo, i gigabyte disponibili col piano di ingresso gratuito. Per numerose piattaforme di storage, infatti, è molto facile ottenere degli upgrade.

Questo è il caso di Dropbox, che offre ulteriore spazio gratuito agli utenti che completano la guida introduttiva, a quelli che consigliano Dropbox ad amici, parenti o colleghi e a chi contribuisce al forum della community. Con questi piccoli “trucchi” si può facilmente passare da uno storage di  2 giga a 16 senza spendere nemmeno un centesimo.

3) La differenziazione dei servizi

Differenziare è un atto di indispensabile importanza per coloro i quali vogliono vivere di memorie in cloud senza pagare nulla. Tuttavia, l’utilizzo di più servizi per scopi diversi, è di base una scelta saggia e lungimirante per chiunque e il consiglio è quello di affidarsi a Google o Amazon soprattutto per quanto riguarda l’archiviazione di foto e video.

In primis, il servizio di Google Foto è costituito da uno spazio illimitato utilizzato per la raccolta di tutte le foto che ciascuno vuole. L’ideale è aggiungere questa app direttamente sul proprio smartphone, in modo che venga effettuato un backup automatico ad ogni foto scattata e non si perda alcuno scatto nel momento in cui il telefono viene cambiato. Però, va tenuto in considerazione che Google Foto, per chiare ragioni di spazio, riduce la qualità di ciascuno scatto effettuato a meno che non si possegga uno smartphone Pixel, appartenente direttamente alla casa Google.

D’altra parte, invece, i clienti Amazon Prime possono disporre del servizio Amazon Prime Photos che propone un’archiviazione del tutto illimitata e gratuita.

Assodata la tematica relativa alle foto e ai video, è utile accennare all’archiviazione che riguarda i documenti. In tal caso la scelta è varia e ricca di piattaforme che vanno dalla più nota Dropbox fino a Google Drive, passando da OneDrive offerta da Microsoft. Vi è anche da sottolineare che, oltre al servizio di storage online, ciascuno di questi servizi presenta anche dei programmi per l’apertura e la modifica – sempre online – degli stessi documenti conservati.

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4) L’accesso offline

La prerogativa basilare dello storage online riguarda, ovviamente, la connessione dati: perché se privi di un collegamento a Internet tutto questo diventa più difficile se non impossibile. Proprio per questa ragione diverse piattaforme di archiviazione, come ad esempio Dropbox, permettono di impostare l’opzione “disponibile offline” per determinati file. Grazie a questo servizio – che tuttavia va attivato preventivamente – è possibile l’accesso ai documenti selezionati anche quando non si dispone di un collegamento alla rete. Ciò nonostante, questa deve essere sempre considerata come una possibile operazione d’emergenza e non come un’azione di routine.

5) Difendersi dai pericoli online

La quinta ed ultima – ma non per importanza – regola d’oro dell’archiviazione online riguarda l’avere un’attenzione costante e il non abbassare mai la guardia in questo ambito.

Difatti, ciascun servizio elencato in questo articolo presenta un eccellente livello di sicurezza ma, non bisogna mai dimenticare, che ciò che è online è per definizione vulnerabile e soggetto a tantissime intrusioni. Perciò, è bene utilizzare e disporre costantemente di almeno un backup dei file archiviati attraverso un altro account online su cui duplicare i vari contenuti, qualora non si voglia trasferire il tutto su di un’“antica” memoria fisica. Nello specifico, l’ideale è che gli stessi file che ciascuno ha archiviato su Dropbox vadano conservati anche su OneDrive o su qualsiasi altra piattaforma di storage online di proprio utilizzo.

È importante sottolineare inoltre, che in questo caso è determinante prestare una grande attenzione alla creazione dell’account, mediante l’utilizzo di due diversi indirizzi e-mail e di due password differenti.

Anche la Digital E-learning sostiene intensamente ed utilizza nei suoi corsi e nei suoi servizi di e-learning lo storage online e le tecnologie di archiviazione sul cloud, per essere al passo coi tempi e sicuri nella rete Internet.

E tu? Usufruisci di questi servizi o sei ancora legato ai supporti fisici? Applicherai sul tuo cloud le “dritte” suggerite nell’articolo?

Commenta nello spazio sottostante e dicci cosa ne pensi.

Al prossimo articolo del blog di Ethical Hacking con il blog Digital E-learning!

 

Ormai è più che certo che in  futuro le memorie fisiche non serviranno quasi più a nulla. Una constatazione che è chiara ormai a tutti da quando le tecnologie di cloud computing hanno iniziato a diffondersi rapidamente. Difatti, negli ultimi anni gli hard disk sono spariti quasi del tutto, il mondo dello storage online ha fatto passi da gigante e oggi chiunque possiede almeno un servizio di archiviazione in cloud sul quale conservare foto, video e documenti di personale importanza. Questo “immagazzinamento” può essere ottimizzato grazie ad alcuni accorgimenti che permettono una conservazione dei file non solo priva di costo…

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